SEZIONE ARCHEOLOGICA
Dedicato all'archeologia e all'arte del territorio di Santarcangelo, è stato inaugurato nel 2005, e dunque è uno dei musei più giovani della Provincia di Rimini. Si sviluppa sui cinque livelli di un antico stabile (palazzo Cenci) appositamente restaurato nell'ultimo ventennio del secolo scorso, situato nella parte alta e più caratteristica e pittoresca del bellissimo centro storico.
La sezione archeologica del Museo è in gran parte dedicata ad una attività che, favorita dall'abbondanza di argilla e di legname, ha senza dubbio avuto una grande importanza in questa zona: l'attività delle fornaci, non solo e non tanto di laterizi, quanto di contenitori per uso domestico e soprattutto al servizio della produzione agricola. Fornaci romane con vasche di decantazione e camere di cottura sono state trovate (e vengono continuamente segnalate e scoperte) nella parte meridionale del territorio santarcangiolese, e suggeriscono un'organizzazione artigianale e lavorativa piuttosto evoluta, quasi un "polo industriale" o un "centro artigianale" specializzato. Per questo il museo già in apertura offre un grande modello di fornace che esemplifica una tipologia costruttiva ripetuta nei secoli praticamente inalterata, ed espone nelle vetrine gli oggetti-campione più significativi della produzione locale, comprensiva di doli, anfore, vasi e lucerne; a queste ultime,"'che in V-VI secolo d.C. assunsero forme del tutto originali nella decorazione superiore" (M.L.Stoppioni) è dedicato un apposito spazio.
L'industria figulinaria santarcangiolese sembra essere stata particolarmente ben organizzata in collegamento con la produzione locale di cereali e soprattutto di vino, senza dubbio abbondante nella parte pianeggiante e collinare della bassa valle del Marecchia, intensamente coltivata e presidiata da sparse ville rustiche. Da queste ultime provengono vari reperti esposti nelle vetrine del II piano, riguardanti la vita quotidiana, la casa, la religiosità, il culto dei morti.
Senza dubbio il territorio era abitato e coltivato anche assai prima della colonizzazione romana: e di una ben più antica frequentazione umana ci parlano infatti i numerosi reperti, riuniti secondo la provenienza e la cronologia, esposti in una saletta dedicata alla Preistoria e alla Protostoria.
La visita del museo prosegue al piano soprastante con la sezione dedicata al Medioevo e alla storia dell'Età Moderna.
SEZIONE STORICO ARTISTICA
Mentre la sezione archeologica del Museo documenta la vita della SantarcangeLo romana, questa si occupa soprattutto della Santarcangelo medievale e moderna, sorta sul colle, accanto ad una fortificazione documentata dal XII secolo e potenziata dai Malatesti, che a lungo signoreggiarono il paese in qualità di vicari del papa. All'ingresso un plastico della città ci presenta la Santarcangelo attuale, mentre alcuni pannelli illustrano il suo sviluppo e il suo territorio, e altri presentano brevemente i suoi monumenti importanti, dalla Pieve del VI secolo ancora esistente nella zona pianeggiante verso il fiume, alla rocca malatestiana, alle misteriose e pittoresche grotte tufacee che traforano tutto il colle.
Nelle cinque sale successive sono disposte molte opere d'arte e suppellettili di provenienza locale, alcune di grande pregio, come quelle superstiti della distrutta chiesa di San Francesco, un grande edificio gotico che sorgeva subito fuori dall'abitato, da cui provengono i due capolavori pittorici del Museo: il polittico firmato dal veneziano JacobeLLo di Bonomo e datato al 1385, perfettamente conservato anche nella sua bellissima carpenteria, e la tavola con la Madonna con il Bambino fra San Francesco e San Giorgio dipinta dal pittore ravennate Luca Longhi nel 1531 su commissione di Antonello Zampeschi (che per alcuni anni fu feudatario di Santarcangelo), raffigurato in atteggiamento devoto ai piedi della Vergine.
La sala del Seicento ci presenta dipinti provenienti da luoghi diversi e un dipinto giovanile di Guido Cagnacci(n. a Santarcangelo nel 1601 e m. a Vienna nel 1663) raffigurante la Madonna con il Bambino, recente deposito di un collezionista privato (L. Koelliker, 2006). Segue la sala dedicata al papa Clemente XIV, nato a Santarcangelo nel 1705: vi figurano, con tre ritratti, alcuni dei doni da lui fatti ai Conventuali di Santarcangelo, tra i quali un bel calice in argento dorato.
Accanto ad essi figurano il plastico originale (in deposito dal Museo di Imola) dell'arco eretto a Santarcangelo in suo onore e il plastico moderno della piazza - non realizzata - che doveva accoglierlo, progettata come l'arco dall'architetto camerale Cosimo MoreLLi nel 1777. L'ultima sala, che conserva le originarie decorazioni murali ottocentesche, contiene manufatti e ritratti ottocenteschi di personaggi di Santarcangelo e di artisti santarcangiolesi.
Testo tratto da:
Musei nella provincia di Rimini - Itinerari d'arte, storia e cultura
(Assessorati alla Cultura e al Turismo della Provincia di Rimini)